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Violenza contro il personale sanitario, per il direttore generale Asl Mauro Palmieri «non può essere tollerata né giustificata»

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Data di pubblicazione: 12/05/2026

Violenza contro il personale sanitario, per il direttore generale Asl Mauro Palmieri «non può essere tollerata né giustificata»

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Al convegno “Quando la cura si confronta con la violenza: riconoscere, prevenire, agire”, il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti ha ricordato le misure già avviate: collegamento diretto con le forze dell’ordine nei pronto soccorso, presenza della vigilanza, formazione sulla gestione dei conflitti e sostegno al personale aggredito.

 

Un luogo di cura non dovrebbe mai diventare un luogo in cui chi assiste deve anche difendersi. La violenza contro il personale sanitario non colpisce soltanto la persona aggredita: incrina il rapporto di fiducia su cui si regge ogni percorso di cura e pesa sull’organizzazione dei servizi.

 

È il punto richiamato dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri, nell’Auditorium del Rettorato dell’Università d’Annunzio, a Chieti Scalo, durante il convegno “Quando la cura si confronta con la violenza: riconoscere, prevenire, agire”, organizzato dall’Università “Gabriele d’Annunzio” con il patrocinio degli Ordini delle professioni infermieristiche di Chieti e Pescara. L’incontro, accreditato Ecm e gratuito per tutte le professioni sanitarie, ha messo al centro riconoscimento, prevenzione e gestione degli episodi di aggressività nei luoghi di cura.

 

Nel suo intervento Palmieri ha richiamato un principio netto: «La violenza in sanità non può essere tollerata, né giustificata». Non è solo un tema di sicurezza individuale, ha sottolineato, ma riguarda la tenuta del sistema sanitario e, più in generale, la coesione sociale.

 

Il programma della giornata ha affrontato il fenomeno da più angolazioni: la vulnerabilità e la fiducia nella sanità contemporanea, la casistica degli episodi di violenza, le strategie di gestione, la formazione, la prevenzione del rischio, gli aspetti normativi, il burnout e le conseguenze psicologiche per chi lavora nei servizi sanitari.

 

Palmieri ha ricordato le azioni già avviate dalla Asl Lanciano Vasto Chieti. Nei pronto soccorso della provincia è stato attivato un collegamento diretto con le forze dell’ordine, per favorire interventi più rapidi in caso di aggressioni o minacce. È stata inoltre introdotta la presenza di un addetto alla vigilanza, con funzione di prevenzione e gestione delle situazioni a rischio.

 

La Asl sta potenziando anche i corsi di formazione per il personale sanitario sulla gestione dei conflitti e sulle tecniche di de-escalation, cioè gli interventi comunicativi e comportamentali utili a ridurre la tensione prima che degeneri. Sono stati inoltre avviati percorsi di supporto psicologico per il personale che ha subito episodi di violenza.

 

Le misure organizzative e normative, da sole, non bastano. Nel discorso del direttore generale torna l’idea di un cambio culturale: ogni episodio va denunciato e la tutela di chi cura deve diventare un impegno condiviso da istituzioni, forze dell’ordine, ordini professionali, associazioni e cittadini.

 

«La vostra presenza oggi è la dimostrazione che, nonostante le difficoltà, la sanità non si arrende», ha concluso Palmieri rivolgendosi alle persone presenti. Il messaggio consegnato al convegno è chiaro: proteggere il personale sanitario significa proteggere la possibilità stessa della cura.

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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026, 16:06