Chirurgia robotica, riconoscimento internazionale al gruppo di ricerca della Chirurgia generale e toracica di Chieti
La Chirurgia generale e toracica universitaria dell’ospedale SS. Annunziata di Chieti ha ricevuto un riconoscimento in occasione del congresso mondiale della società The Robotic Global Surgical Society, che si è svolto nei giorni scorsi in Lussemburgo.
Il gruppo di ricerca, guidato dal direttore Felice Mucilli e composto da Mirko Barone, Simone Gargarella e Massimo Ippoliti, ha ricevuto il “Best Video Presentation Award” per il lavoro dal titolo “Robotic Hartmann’s reversal: a retrospective analysis”, premiato da un panel internazionale di esperti per l’elevato valore scientifico e innovativo.
«Si tratta di un riconoscimento che ci riempie di soddisfazione, ancor più perché siamo stati gli unici italiani premiati — afferma Mucilli, professore ordinario di chirurgia generale all’Università Gabriele d’Annunzio — e che rappresenta il coronamento di un percorso iniziato tre anni fa. Questo premio valorizza l’impegno costante della mia équipe e conferma che il lavoro svolto nella nostra università e nella nostra azienda sanitaria è oggi riconosciuto anche a livello internazionale.
«L’applicazione della chirurgia robotica agli interventi di ricanalizzazione colorettale poteva apparire inizialmente una scelta audace: tre anni fa, al tempo della nostra prima pubblicazione sull’argomento, la letteratura internazionale era limitata a poche case series, mentre il primo studio multicentrico è arrivato soltanto quest’anno. Abbiamo quindi avuto un ruolo pionieristico in questo ambito.
«Come spesso accade con l’introduzione di tecniche innovative, il nostro approccio è stato accolto anche con scetticismo. Tuttavia, abbiamo continuato a investire nella ricerca e oggi possiamo affermare di aver dimostrato la validità della nostra esperienza. Questo risultato testimonia che la nostra Asl e l’Università Gabriele d’Annunzio possono competere ad alti livelli internazionali. Desidero pertanto ringraziare la direzione aziendale, che ha sostenuto fin dall’inizio il programma di chirurgia robotica, e l’ateneo, che negli anni ha sempre supportato la nostra attività di ricerca clinica».
Anche Mirko Barone sottolinea il valore della metodica oggetto dello studio:
«L’impiego della chirurgia robotica nei cosiddetti “addomi ostili”, caratterizzati da importanti aderenze e da precedenti interventi laparotomici, potrebbe apparire controintuitivo. La nostra esperienza ha invece dimostrato che la piattaforma robotica consente di superare molti dei limiti propri della laparoscopia tradizionale in questi contesti particolarmente complessi.
«Inoltre, i nostri dati evidenziano una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei costi correlati, confermando che la chirurgia robotica può rappresentare una scelta clinicamente efficace ed economicamente sostenibile quando è inserita in programmi assistenziali adeguatamente strutturati.
«Oggi questo premio rappresenta il riconoscimento di anni di studio, formazione, simulazione e perfezionamento tecnico, resi possibili anche grazie al costante sostegno della nostra azienda. È il successo di tutta la nostra unità operativa, della nostra azienda e del nostro direttore, che ha guidato questo percorso con lungimiranza e determinazione».
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Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2026, 15:27