Cerca
Indietro
Cerca nel sito *Inserisci parole chiave, ad esempio “Vaccinazioni”

Prenota servizi e prestazioni

CUP: rete fissa 800 827 827 / rete mobile 0872 226

PARKIthlon, due giorni tra scienza e sport a Chieti e Fossacesia

FocusIn evidenza

Data di pubblicazione: 4/09/2026

PARKIthlon, due giorni tra scienza e sport a Chieti e Fossacesia

Due giorni tra scienza e sport: il 10 settembre la ricerca, al Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche dell’Università di Chieti-Pescara; l’11 settembre il mare e la Costa dei Trabocchi di Fossacesia.

 

La seconda edizione del PARKIthlon — il triathlon aperto a tutti, promosso dalla Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e organizzato dalla Clinica neurologica di Chieti dell’Università Gabriele d’Annunzio, dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e dal Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche — è preceduta da una giornata scientifica dedicata alle nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche della malattia di Parkinson. Due giornate, un solo messaggio: il movimento è parte della cura, la malattia non definisce la persona e la ricerca avanza soltanto se viene sostenuta.

 

Dal laboratorio alla spiaggia

 

L’11 settembre 2026, dalle ore 10.00, la spiaggia di Fossacesia Marina ospita la seconda edizione del PARKIthlon, un triathlon perché nessuno resti a guardare. Persone con malattia di Parkinson, caregiver e familiari, medici, operatori sanitari, volontari e cittadini affronteranno insieme 400 metri di nuoto, 10 chilometri di bicicletta e 2,5 chilometri di camminata veloce o nordic walking, individualmente o in staffetta, ciascuno secondo le proprie capacità funzionali.

 

Il giorno precedente, il 10 settembre, l’Aula Galilei del Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche (Dnisc) dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara accoglie «Nuove frontiere nel Parkinson. Terapie infusionali, neuromodulazione e strumenti digitali», la giornata scientifica che apre la manifestazione: un vero e proprio «aspettando il PARKIthlon», in cui clinici e ricercatori italiani e internazionali fanno il punto su ciò che oggi è realmente disponibile per i pazienti e su ciò che lo sarà nei prossimi anni. Il programma completo è riportato in calce.

 

La sequenza delle due giornate non è casuale. Ciò che il 10 settembre viene discusso in aula — l’ottimizzazione delle terapie nella fase complicata, la neuromodulazione, l’imaging, l’intelligenza artificiale, la medicina rigenerativa — l’11 settembre trova la sua controparte più semplice e più concreta: il corpo che si muove e genera salute psicofisica.

 

Il movimento è parte della cura

 

Il PARKIthlon non è una gara contro il tempo: è la dimostrazione pratica di ciò che la scienza ha ormai stabilito con chiarezza. L’esercizio fisico regolare, aerobico e condotto a intensità adeguata migliora bradicinesia, equilibrio, marcia e postura, tono dell’umore, qualità del sonno e autonomia nella vita quotidiana, con un effetto che nessun farmaco da solo riesce a garantire.

 

Spiega il professor Stefano Sensi, direttore della Clinica neurologica dell’ospedale di Chieti e del Dnisc: «Ai benefici clinici prodotti da sport ed attività fisica corrispondono meccanismi biologici precisi: potenziamento della plasticità sinaptica, aumento dei fattori neurotrofici come il BDNF, miglioramento della funzione mitocondriale e modulazione della neuroinfiammazione, tutti bersagli oggi al centro della ricerca sulla neuroprotezione. Studi clinici internazionali di fase 3 stanno valutando quanto l’esercizio ad alta intensità sia in grado di rallentare la progressione della malattia nelle fasi più precoci: mai come oggi la prescrizione del movimento poggia su basi sperimentali solide. Sul versante della prevenzione, gli studi di popolazione mostrano che un’attività fisica costante nella mezza età si associa a un rischio ridotto di sviluppare la malattia e a un esordio più tardivo dei sintomi».

 

Ciò che accade tra le persone conta quanto ciò che accade nel corpo e nella mente

 

Accanto alla dimensione motoria ce n’è una relazionale, altrettanto decisiva. Isolamento e solitudine sono fattori di rischio riconosciuti per il declino funzionale e cognitivo, mentre la partecipazione sociale protegge le riserve cognitive e riduce ansia e depressione, che nella malattia di Parkinson pesano quanto i sintomi motori. Lo sport praticato insieme somma in un unico gesto stimolo motorio, impegno cognitivo e legame sociale: per questo una giornata come il PARKIthlon vale, in termini di salute, molto più di un allenamento.

 

Un’attenzione particolare va ai caregiver, spesso invisibili nei percorsi di cura: il loro benessere fisico e psicologico è una variabile clinica a tutti gli effetti, e condividere l’attività fisica è uno dei modi più efficaci per proteggerlo.

 

Le frontiere terapeutiche: dove siamo davvero

 

L’esercizio fisico si inserisce nel grande fermento che attraversa oggi la terapia della malattia di Parkinson.

 

Sul versante farmacologico sono arrivati strumenti concreti: nuove formulazioni orali di levodopa a rilascio modificato, infusioni sottocutanee continue di levodopa-carbidopa e di apomorfina, il gel intestinale e agonisti dopaminergici altamente selettivi attualmente in valutazione regolatoria. Sono strumenti che permettono di costruire terapie sempre più personalizzate lungo l’intero decorso della malattia.

 

Sul versante non farmacologico, la stimolazione cerebrale profonda è entrata nell’era adattativa: i sistemi di ultima generazione, già approvati in Europa e negli Stati Uniti, leggono in tempo reale l’attività elettrica dei gangli della base e modulano la stimolazione istante per istante, adattandola ai bisogni del singolo paziente. Accanto ad essi si stanno affermando gli ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica, incisionless e senza impianto, mentre la stimolazione cerebrale non invasiva e la stimolazione del nervo vago vengono studiate come possibili complementi.

 

Continua Sensi: «La medicina rigenerativa ha superato la soglia della sperimentazione clinica: i trapianti di progenitori dopaminergici derivati da cellule staminali pluripotenti, embrionali o riprogrammate (iPSC), hanno mostrato sicurezza, sopravvivenza dell’innesto e primi segnali di produzione di dopamina, con benefici mantenuti nel follow-up a lungo termine degli studi pilota, e sono oggi in studi registrativi di fase 3. Non sono ancora terapie disponibili, e va detto con altrettanta chiarezza onde evitare i dolorosi episodi di truffe del passato: nessuna clinica privata è oggi autorizzata a offrirle».

 

L’intelligenza artificiale sta infine cambiando il modo in cui la malattia viene riconosciuta e monitorata: sensori indossabili, analisi automatica della voce, della scrittura, del cammino e del sonno, modelli predittivi capaci di identificare segnali della fase prodromica anni prima della diagnosi clinica e di calibrare la terapia sul profilo del singolo paziente.

 

Perché la ricerca ha bisogno di essere sostenuta

 

Restano aperte le sfide più ambiziose: le terapie dirette contro l’alfa-sinucleina, oggi in studi di fase 3 su ampia scala, le strategie genetiche e i fattori neurotrofici. È un percorso che conosce anche insuccessi — negli ultimi due anni programmi molto attesi si sono fermati di fronte alla verifica sperimentale — e proprio per questo va sostenuto con continuità: ogni risultato negativo restringe il campo e indirizza le risorse verso le ipotesi che meritano di essere perseguite.

 

Ed è esattamente questo il senso del PARKIthlon. Si può contribuire in molti modi: partecipando all’evento, sostenendo il progetto con una donazione, diffondendo l’iniziativa nella propria rete, diventando partner o sponsor solidale.

 

Corri, nuota, pedala, cammina con noi. Sostieni la ricerca, sostieni la vita.

 

Aspettando il PARKIthlon

 

Nuove frontiere nel Parkinson. Terapie infusionali, neuromodulazione e strumenti digitali

 

Chieti, 10 settembre 2026 — Aula Galilei, Itab, Istituto di tecnologie avanzate biomediche, Università Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara.

 

La giornata del 10 settembre riunisce a Chieti neurologi e neuroscienziati attorno a tre temi: la gestione della fase complicata della malattia e le terapie infusionali, la neuromodulazione nelle sue diverse generazioni e le tecnologie emergenti per la diagnosi e la cura. L’evento si svolge con il patrocinio dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, del Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche (Dnisc) e della Asl Lanciano Vasto Chieti.

 

Programma scientifico

 

9.00 Cerimonia di apertura e saluti — Stefano L. Sensi e Mariachiara Sensi

 

I. Malattia di Parkinson: la fase complicata e le terapie infusionali
Moderatori: Laura Bonanni, Maria Vittoria De Angelis

 

9.20 Dario Calisi — La fase complicata: quando la levodopa non basta più
9.40 Gaetano Polito — Oltre il movimento: sintomi non motori nella fase complicata
10.00 Sara Varanese — Duodopa: dalla selezione del paziente al follow-up clinico
10.20 Pierluigi Tocco — La terapia con foslevodopa/foscarbidopa: applicazioni pratiche

 

II. La neuromodulazione: ieri, oggi, domani
Moderatori: Mariachiara Sensi, Stefano L. Sensi

 

10.40 Matteo A. De Rosa — Stimolazione cerebrale profonda: tre generazioni a confronto
11.00 Patrizia Sucapane — Ultrasuoni focalizzati: stato dell’arte
11.20 Anna Latorre — Stimolazione cerebrale non invasiva nella malattia di Parkinson
11.40 Massimo Marano — Stimolazione del nervo vago: applicazioni attuali e prospettive future
12.00 Pausa

 

III. Uno sguardo al futuro: le nuove tecnologie per la diagnosi e la cura
Moderatori: Massimo Caulo, Marco Onofrj

 

12.30 Mirella Russo — L’intelligenza artificiale nei disturbi del movimento: voce, scrittura, tremore e biomarcatori digitali
12.50 Andrea Rizzardi — Tecnologie indossabili nella malattia di Parkinson: il Parkinson’s KinetiGraph (Pkg) e oltre
13.10 Massimo Caulo — Il ruolo dell’imaging: nigrosoma e Dti
13.30 Stefano Delli Pizzi — Allucinazioni visive nella malattia di Parkinson: i meccanismi sottocorticali rivelati dalle neuroimmagini
13.50 Alberto Granzotto — Le cellule staminali: un nuovo inizio?
14.10 Discussione generale e chiusura dei lavori

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026, 00:10