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San Salvo, aprono ospedale e casa di comunità

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Data di pubblicazione: 17/09/2026

San Salvo, aprono ospedale e casa di comunità

Dalla visita dal medico di famiglia agli esami diagnostici, dall’assistenza domiciliare alla valutazione dei bisogni sanitari e sociali, fino a un posto letto per le cure intermedie. A San Salvo questi passaggi trovano ora spazio nello stesso complesso di via Alcide De Gasperi. Questo pomeriggio sono stati inaugurati l’ospedale di comunità, da 20 posti letto, e la casa di comunità hub, con la partecipazione del presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, dell’assessore alla salute, Nicoletta Verì, della sindaca, Emanuela De Nicolis, alla presenza dell’assessore regionale Tiziana Magnacca e numerose altre autorità. A fare gli onori di casa il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri.

 

Ma il taglio del nastro è stato solo un atto formale, perché le strutture sono già entrate in funzione e l’inaugurazione ha solo reso visibile un’organizzazione che concentra nello stesso luogo una parte ampia dell’assistenza territoriale, e vede nella palazzina di nuova costruzione la punta di diamante, alla quale la direzione Asl guarda con una punta di orgoglio. San Salvo, infatti, rappresenta un esempio unico in Abruzzo, poiché i fondi Pnrr sono stati utilizzati per realizzare un edificio ex novo, attiguo e collegato funzionalmente con il vecchio distretto, che continuerà a erogare alcune prestazioni diagnostiche e ambulatoriali.

 

Due edifici multipiano e funzioni diverse che si incrociano. Al piano terra del nuovo si trovano il punto unico di accesso (Pua), gli spazi per l’integrazione con i servizi sociali, l’assistenza domiciliare, il coordinamento infermieristico, l’infermiere di famiglia e comunità con una postazione di telemedicina e l’unità di valutazione multidimensionale. Ai due piani superiori si sviluppa l’ospedale di comunità, con 20 posti letto a gestione prevalentemente infermieristica.

 

Nel fabbricato preesistente continuano invece a convivere attività che molte persone conoscono già: cure primarie, continuità assistenziale, centro unico di prenotazione (Cup), punto prelievi, scelta e revoca del medico, fisiokinesiterapia e specialistica ambulatoriale. Le branche comprendono cardiologia, diabetologia, neurologia, dermatologia, urologia, pneumologia, otorinolaringoiatria, oculistica, odontostomatologia ed endocrinologia.

 

A queste si affianca la diagnostica territoriale. Sono disponibili radiologia tradizionale, mammografia, risonanza magnetica articolare, ortopantomografia, ecografie, ecocolordoppler, spirometria semplice ed elettrocardiografia. La struttura ospita anche i programmi organizzati di screening del dipartimento di prevenzione.

 

L’ospedale di comunità rappresenta un tassello importante e inedito, poiché si tratta di un presidio di nuova istituzione. I 20 posti letto sono destinati all’assistenza intermedia, a gestione prevalentemente infermieristica, pensata per un livello di cura diverso sia dall’assistenza a domicilio sia dal ricovero ospedaliero per acuti.

 

La logica della casa di comunità emerge soprattutto quando il bisogno non si esaurisce in una singola visita. Il Pua e l’unità di valutazione multidimensionale lavorano sulla valutazione dei bisogni sanitari e sociali complessi, comprese le richieste di accesso alle prestazioni riabilitative e alle strutture residenziali. È presente anche un ambulatorio dedicato all’autismo. Le cure domiciliari comprendono inoltre i prelievi a domicilio per le persone non trasportabili, su prescrizione medica e prenotazione.

 

Casa di comunità e ospedale di comunità, insieme alla centrale operativa territoriale, sono tre interventi distinti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, realizzati attraverso un unico appalto integrato per una cifra complessiva pari a circa 3,6 milioni di euro, così ripartiti: 1,91 milioni per la casa di comunità, circa 1,58 milioni per l’ospedale di comunità e circa 123.500 euro per la centrale operativa territoriale. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Todima e diretti da Fabrizio Gattella.

 

«L’investimento racconta però solo una parte dell’intervento – ha precisato il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri -. Il dato più concreto è nella geografia dei servizi: nello stesso complesso una persona può trovare il primo accesso alla rete territoriale, il medico, lo specialista, alcuni esami diagnostici, l’assistenza infermieristica e domiciliare, la valutazione sociosanitaria e, quando il percorso lo richiede, un posto letto nell’ospedale di comunità. È questa la struttura inaugurata oggi qui, ed è destinata a segnare una svolta nella sanità territoriale».

 

San Salvo non è, inoltre, un punto isolato della rete. La casa di comunità è l’hub dell’area distrettuale 3 ed è collegata funzionalmente alle strutture spoke di Casalbordino, Castiglione Messer Marino, Gissi e Vasto. Il bacino diretto comprende i 19.912 abitanti di San Salvo, secondo il dato Istat al 1° gennaio 2025 e, per georeferenziazione, Cupello, Lentella e Fresagrandinaria.

Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2026, 19:46