A Chieti confronto sul futuro dell’emergenza e sull’integrazione tra ospedale e territorio
Data di pubblicazione: 20/10/2026
Il futuro dell’emergenza sanitaria passa attraverso una rete capace di collegare il pronto soccorso ai servizi territoriali, garantendo ai cittadini risposte appropriate e continuità nell’assistenza. È questo il tema centrale del Congresso regionale Dea 2026, in programma il 23 e 24 ottobre 2026 a Chieti, nell’auditorium del rettorato dell’Università Gabriele d’Annunzio.
Presieduto da Emmanuele Tafuri, direttore del Dipartimento di emergenza urgenza della Asl Lanciano Vasto Chieti, il congresso riunirà professionisti dell’emergenza, specialisti e rappresentanti dell’assistenza territoriale per un confronto sulle principali sfide cliniche e organizzative.
Due le questioni centrali sul tavolo: in primo luogo integrare concretamente ospedale e territorio per assicurare la sostenibilità del sistema e rafforzare la qualità e, a seguire, la sicurezza delle cure attraverso percorsi condivisi tra professionisti e servizi.
Il pronto soccorso rappresenta un presidio essenziale per le emergenze, ma la sua capacità di rispondere ai bisogni della popolazione dipende anche dal funzionamento dell’intera rete assistenziale. L’invecchiamento, le patologie croniche e la complessità dei pazienti richiedono una presa in carico che preceda l’accesso in ospedale e prosegua dopo la dimissione.
«In questa prospettiva – sottolinea il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri – l’integrazione con le case della comunità, la medicina generale, la continuità assistenziale e il numero 116117 per le cure non urgenti costituisce una condizione necessaria perché il sistema funzioni. Occorre costruire percorsi riconoscibili e accessibili, capaci di orientare le persone verso il servizio adeguato e accompagnare soprattutto i pazienti fragili e cronici. Un obiettivo che richiede collegamenti operativi, comunicazione tra i servizi e responsabilità definite nella presa in carico».
Il convegno, inoltre, affronterà il rischio cardiovascolare e le sindromi coronariche acute, le emergenze metaboliche, il trauma e le malattie emorragiche. Particolare attenzione sarà dedicata al paziente anziano complesso, al sovraffollamento in pronto soccorso, alla gestione multidisciplinare del dolore e alla continuità delle cure per le persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva.
«Non mancherà – tiene a sottolineare Tafuri – lo spazio dedicato alla responsabilità professionale, alla prevenzione della violenza contro gli operatori sanitari e alla comunicazione in area critica. E una sessione dedicata ai giovani medici, con la presentazione di casi clinici della Scuola di specializzazione in medicina d’emergenza urgenza di Chieti. In generale vogliamo mettere a fuoco l’intera organizzazione sanitaria: rafforzare il Pronto soccorso significa costruire una rete in cui ospedale e territorio lavorino insieme, offrendo risposte tempestive alle emergenze e continuità agli altri bisogni di salute».
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Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2026, 10:22