Intervento multidisciplinare a Vasto, malata di Parkinson recupera autonomia
🏥 Intervento innovativo: all’ospedale di Vasto è stata eseguita una procedura complessa per infondere un farmaco essenziale a una paziente con Parkinson avanzato.
🤝 Lavoro di squadra: l’operazione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra la Clinica neurologica, l’Endoscopia digestiva e la Chirurgia.
❤️ Qualità di vita: grazie a questa cura altamente personalizzata, la donna ha recuperato l’autonomia motoria nelle attività di tutti i giorni.
Un lavoro di squadra, che ha coinvolto tre discipline diverse e altrettanti professionisti, per garantire a una donna affetta da malattia di Parkinson una condizione di vita più accettabile.
È successo all’ospedale di Vasto, dove una 61enne è stata sottoposta a un intervento di posizionamento di PEG-J terapeutica per infusione di terapia dopaminergica. Si tratta di una procedura che permette, a pazienti che non possono deglutire, l’infusione continua direttamente nel digiuno di “Duodopa”, farmaco ritenuto il gold standard nella terapia del Parkinson.
«È un gel intestinale – spiegano i medici – che viene somministrato attraverso una pompa e aumenta in modo costante la disponibilità o l’azione della dopamina, neurotrasmettitore fondamentale per il controllo motorio. Vengono così migliorate la sintomatologia e la qualità di vita della persona malata».
La procedura, espressione di un lavoro multidisciplinare che ha unito alta competenza professionale e profonda attenzione alla persona, è stata realizzata grazie alla stretta collaborazione tra la Clinica neurologica, l’Endoscopia digestiva e la Chirurgia, dirette rispettivamente da Laura Bonanni, Maria Marino e Fabio Fiore.
L’intervento è stato indicato per una paziente affetta da malattia di Parkinson da 15 anni, per la quale l’approccio classico non era praticabile a causa della presenza di una voluminosa ernia iatale che rendeva impossibile il posizionamento della PEG-J per via endoscopica. Pertanto si è proceduto in due tempi, nella stessa seduta operatoria: il chirurgo ha prima creato l’accesso chirurgico per via laparoscopica e liberato l’area gastrica dalle aderenze, seguito dalla gastroenterologa che ha condotto la sonda PEG-J per via endoscopica in sede digiunale. Un approccio altamente personalizzato con una pianificazione condivisa tra le diverse specialità, che ha consentito di portare a termine con successo una procedura non standard, affrontata con precisione clinica e sensibilità umana: la paziente è stata accompagnata in ogni fase del percorso, con attenzione non solo all’atto tecnico ma alla qualità complessiva della cura.
«Questo intervento rappresenta pienamente il valore del lavoro multidisciplinare nella gestione delle fasi avanzate della malattia di Parkinson – sottolinea Sara Varanese, referente del Centro Parkinson e terapie complesse della Clinica neurologica di Vasto -. Quando competenze diverse sanno dialogare e la persona resta davvero al centro del percorso di cura, è possibile ottenere risultati clinici importanti e, soprattutto, restituire autonomia e dignità di vita ai pazienti».
Il lavoro di squadra ha ricevuto l’apprezzamento del direttore generale della Asl Mauro Palmieri, per il quale «sinergie come quella sperimentata a Vasto danno forza all’offerta assistenziale, valorizzano le competenze e soprattutto pongono davvero al centro il malato. Un principio semplice ma fondamentale nei percorsi di cura».
Grazie all’intervento, la paziente ha registrato un significativo miglioramento motorio e ha potuto recuperare un concreto livello di autonomia nelle attività quotidiane, tornando a gesti e routine che la malattia aveva progressivamente limitato.
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Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2026, 13:45